Speciale “ottobre mese della vista” – IL RUOLO DEL CAREGIVER PER LA PERSONA CON VISTA FRAGILE

Cresce l’importanza del caregiver, una figura il cui ruolo è fondamentale per le persone con disabilità e fragilità, anche di tipo visivo.

Il nostro quarto e conclusivo appuntamento dedicato al mese della vista (leggi il primo, il secondo e il terzo), è dedicato al caregiver.

Il caregiver (dall’inglese care = cura e giver = portatore) identifica quella persona che svolge attività di assistenza per un’altra in condizioni di non autosufficienza.

In Italia il caregiver non è ufficialmente riconosciuto anche se per il futuro si intravede una legge nazionale che lo dichiari. Eppure, il nostro paese conta nella realtà oltre 8 milioni di persone che assumono il ruolo di caregiver familiare poiché si prendono cura direttamente e gratuitamente di un membro della famiglia non autonomo per malattia, età o altro, e che necessità di assistenza continua.

Anche nel caso della persona con vista fragile, così come in tante forme più o meno gravi di disabilità, il ruolo del caregiver è di fondamentale importanza. Per svolgere le attività quotidiane basilari come alimentarsi, vestirsi e lavarsi ma anche per fare la spesa, preparare da mangiare, governare la casa, lavare la biancheria, assumere in modo appropriato medicinali, ma anche per tutte quelle azioni che aiutano la persona con vista fragile a sentirsi meglio.

Ad esempio?

Leggere giornali, riviste, libri ad alta voce e intavolare un colloquio su quanto si è letto. Il cervello, infatti, si mantiene vivo e funzionante grazie alla lettura e, se questa viene a mancare, è come se mancasse il nutrimento primario per la mente, con un invecchiamento rapido delle funzionalità cognitive.

Fare del movimento all’aperto è un’altra buona attività. Basta una passeggiata per mantenere attivi i muscoli, i sensi e innestare una risposta positiva sullo stato emotivo della persona. Pensate a una passeggiata fino alla panchina di un parco, dove accomodarsi per leggere un giornale!

Questi due esempi possono rivelarsi utili per scongiurare la sensazione di solitudine, uno stato emotivo che può compromettere la salute mentale e predisporre allo sviluppo di malattie cardiovascolari e depressione.

Un altro fondamentale ruolo che il caregiver può svolgere per la persona con vista fragile è l’accompagnamento e il sostegno in un percorso di riabilitazione visiva condotto da professionisti del settore. Che si tratti di sedute con l’ortottista o dell’adozione di soluzioni ottiche specificamente pensate per le persone con vista fragile o ipovisione.

Tra le più avanzate sono le soluzioni ipercorrettive, disponibili con funzioni monoculari e binoculari o le lenti per il lontano, con colorazioni foto selettive utili a tutelare la macula. Tali ausili devono sempre essere consigliati da un professionista dell’ipovisione.

Spesso la buona riuscita del percorso di riabilitazione o dell’adozione delle soluzioni ottiche, è influenzata anche dal caregiver, che diventa un “ponte di comunicazione”, improntato all’ascolto, allo scambio e alla relazione tra l’oculista/optometrista e la persona ipovedente. Sono molti i professionisti della visione che affermano di aver avuto successo con una persona ipovedente grazie all’intermediazione del caregiver!

Noi ci fermiamo qui. Al termine del mese della vista 2021 speriamo di avervi dato qualche informazione utile, qualche spunto di riflessione e una certezza: prendersi cura della propria visione oggi significa vivere meglio in futuro.

BUONA VI(S)TA!

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