L’impatto dell’ipovisione sulla società per Amparo Alcocer

La presidentessa della Società Spagnola di Specialisti in Ipovisione (Seebv), Amparo Alcocer, avvisa che l’ipovisione può trasformarsi in una pandemia se non si iniziano ad adottare le misure adeguate per fermarla.

Amaparo Alcocer

Domanda: Quanto influirà la miopia sull’aumento dei di ipovisione nei prossimi 30 anni?

Risposta: Può avere un grande impatto se non iniziamo ad adottare le misure per la prevenzione. Dal momento che viviamo in un’era tecnologica, passiamo molto del nostro tempo a fissare gli schermi dei dispositivi elettronici, concentrando la nostra visione sulla corta distanza.  Una situazione ben diversa rispetto a quando i bambini giocavano e correvano in mezzo alla strada.

D.: Crede che l’ipovisione sia da considerarsi, come la miopia, una delle pandemie dei XXI secolo?

R.: Se la piramide generazionale viene invertita, per forza di cose diminuiscono i giovani e aumentano gli aziani, con conseguente aumento dell’ipovisione. Inoltre, l’utilizzo intensivo dei dispositivi elettronici ha cambiato le abitudini, influenzando in modo evidente difetti visivi quali la miopia. Naturalmente, non tutta la miopia porta all’ipovisione, si parla di casi di miopia molto elevata e di quelli in cui viene affetta la retina.

D.: L’ipovisione interessa le persone delle classi sociali più svantaggiate?

R.: No, l’ipovisione può interessare qualsiasi persona, anche appartenente alle classi sociali più abbienti. Anzi, è frequente che le persone benestanti abbiano in media una vita più lunga e siano quindi più interessate da casi di ipovisione. La causa dell’ipovisione nei paesi del terzo mondo è invece riconducibile ad altro.

“L’INCIDENZA DELL’IPOVISIONE PUO’ ESSERE SUPERIORE NEI PAESI PIU’ AVANZATI”

D.: Come si forma un’equipe multidisciplinare per gestire casi di ipovisione? Qual è il ruolo dell’ottico-optometrista in questa equipe?

R.: Dopo il medico oculista, l’optometrista è responsabile della riabilitazione visiva del paziente, della prescrizione di ausili per l’ipovisione (lenti di ingrandimento, occhiali ipercorrettivi, microscopi e occhiali ingrandenti).

D.: Quali altre professionalità sono presenti in questa equipe multidisciplinare?

R.: Potrebbe essere utile avere uno psicologo, all’interno dell’equipe. Alcuni pazienti, invece, potrebbero avere bisogno di qualcuno che li aiuti con la mobilità o che, nei casi più gravi, gli insegni l’uso del bastone.

“LA MIOPIA DEVE ESSERE TENUTA SOTTO CONTROLLO FIN DALL’INFANZIA, TRAMITE SPECIFICHE LENTI A CONTATTO”

D.: Secondo lei, come si può arginare il problema dell’ipovisione?

R.: Con visite oculistiche. Nel caso nella miopia, occorre adottare misure preventive per ridurre l’incidenza di questo difetto, soprattutto nei bambini. Per esempio, si può controllare la miopia mediante l’utilizzo di lenti a contatto speciali, o vigilare costantemente sull’avanzamento di patologie come il diabete.

D.: Come si integra socialmente una persona ipovedente? 

R.: Spesso è difficile integrarla. Penso che, in questo senso, sia molto importante il lavoro svolto dalle associazioni incaricate. In Spagna è stata lanciata una campagna informativa “Sono ipovedente” che ha l’obiettivo di spiegare alla società cos’é l’ipovisione e prevede dieci domande da tenere presenti per aiutare le persone con ipovisione.